Chi sa, fa … E chi non sa, insegna.

del Presidente 24.08.2012

E se cambiamento deve essere che cambiamento sia, sin dalla nascita.

(leggere, riflettere e decidere perché potrebbe ..  tra un po’ essere troppo tardi)

Una ventina di anni fa (una ventina ho detto!!), un comico italiano, (che per me comico non è!), in un suo spettacolo parlava dei problemi della politica e della difficoltà che i governi incontravano per portare a termine il loro mandato.

Il comico nel suo spettacolo, faceva notare che dopo ogni elezione si ritrovavano sempre le stesse persone a dividersi i posti di governo e il Presidente del Consiglio di turno chiedeva ai vari eletti:

“tu che ruolo avevi nel precedente governo?”, “Ministro dei Trasporti”, “bene ora farai il Ministro del Tesoro”.

“e tu, che ruolo avevi?”, “Ministro del Tesoro”,”ok, tu farai il Ministro all’Agricoltura”.

E così via, in questo modo venivano assegnati i posti a sedere nelle stanze del comando, accontentando i partiti e le varie correnti interne ad essi.

Paragonando lo Stato, e questo modo di gestirlo ad un ospedale, il comico immaginava il direttore della struttura sanitaria che diceva:

“tu, che cosa facevi prima?”,”il dentista”,”bene, da domani farai il ginecologo”.

”e tu, che facevi prima?”,”il ginecologo”,”ok, da domani farai il dentista”.

È chiaro che il giorno successivo una paziente che si recava dal ginecologo, durante la visita, si sentiva dire dal dottore “signora qui sotto non c’è più nulla da fare, dobbiamo metterci la dentiera”.

Ed intanto con questo sistema il nostro paese, anno dopo anno, in mano ad un branco di incapaci si indebitava sempre di più.

Politici? Statisti? No, erano solo dei mediocri politicanti strapagati e assetati di potere, capaci e maestri solo nell’arte di abbindolare il popolo con promesse e programmi mai realizzati, tremendamente freddi nel programmare solo il loro futuro e benessere, molto attenti a far si che non avvenisse il ricambio politico in modo da garantirsi le poltrone del comando.

Così, incapace dopo incapace, e furbo dopo furbo scegliete voi, siamo arrivati alla situazione di oggi, nella quale questi incapaci e furbetti si son dovuti fare da parte per far spazio ad un governo di tecnici che nessuno sa di che cosa e che noi, ormai popolo di sudditi, nemmeno abbiamo potuto votare.

Un governo tecnico che prende decisioni pesanti, così, come mangiare caramelle, tanto chi paga siamo noi, chi tira la cinghia siamo noi, chi si ritrova disoccupato sempre noi, chi arriva a fallire o a suicidarsi siamo sempre noi, popolo ormai abituato ad accettare tutto a testa bassa.

Ma quando questo governo finirà il suo compito assieme a lui se ne andranno anche tutti quegli incapaci e furbetti che hanno portato il paese al tracollo??

Ehh sarebbe troppo bello, ed invece no, come avvoltoi su una carogna sono li quatti quatti, pronti a riprendersi tutto, comando, potere e privilegi, spudoratamente convinti di essere i soli ad aver il diritto del comando.

Però, noi … noi di Lavoro Giustizia Libertà ci siamo rotti di vedere un bel paese come il nostro che va alla rovina, ed allora vogliamo provare ad unire tutti quelli come noi e mandare a casa questi avvoltoi, ma non così così … a casa e facendogli pagar pegno anche.

Ma chi siamo noi … noi di Lavoro Giustizia Libertà … chi siamo ?

Noi siamo degli sconosciuti, già la normalità è vedere persone famose, conosciute che fondano partiti e raccontando un sacco di favole accalappiano i voti di chi invece non sa come organizzarsi una rivoluzione.

Noi siamo degli sconosciuti, siamo tre amici, tre persone normali, siamo cristiani battezzati e credenti e siamo peccatori che confessano i propri peccati.

Ci ubriachiamo, abbiamo sempre avuto amanti, siamo andati a prostitute e, ne abbiamo fatte di tutti i colori, abbiamo tradito le nostre mogli ma la famiglia è sempre venuta prima di tutte le cose sopra descritte, prima di qualsiasi cosa ed abbiamo sempre cercato, nel limite del possibile di non farle mancare mai niente. Abbiamo pagato le tasse che andavano pagate e tra noi c’è chi ha il coraggio di fare oggi l’imprenditore in perdita, continuando a pagare gli stipendi ai propri dipendenti, c’è chi è stato artigiano ed oggi fa l’operaio, siamo tre persone normali dicevo, come ce ne sono per fortuna ancora tante nel nostro paese, tre persone che si son rotte di essere sudditi e han deciso di alzare la testa, senza nessun titolo di studio, non siamo certo professori o economisti e nemmeno politologi.

Noi crediamo che mai come ora sia vero ciò che il nostro presidente allora ventenne (cioè cinquant’anni fa) diceva: “Chi sa, fa … e chi non sa, insegna.”, Roma infatti oggi è piena di professoroni che ci vogliono insegnare come dobbiamo vivere con 1.000 euro al mese, guadagnandone loro 20.000 più infiniti privilegi prelevandoli dalle nostre tasse.

Noi siamo quei pessimi elementi descritti sopra, ma ci sentiamo e siamo anche operai e disoccupati, siamo artigiani e industriali, siamo casalinghe che lavorano 20 ore al giorno sette giorni su sette e viviamo nella realtà dell’economia domestica, noi siamo agricoltori che lavorano 365 giorni all’anno, siamo i volontari di questo paese che spesso si sostituiscono allo Stato, siamo i pensionati sempre più soli di questo paese, noi siamo gente che conosce il sapore del pane secco e che arrivano al 31 con meno di mille euro al mese, siamo quelli che devono spiegare ai propri figli che quella cosa non ce la possiamo permettere, siamo quei giovani che 50 anni fa giocavano a carte al bar con gli anziani e con loro parlavamo di lavoro; ci spiegavano cosa fare e come fare. Questi erano i nostri professori, alcuni dei quali forse avevano fatto la terza elementare; nessuno di loro sapeva l’italiano ma nel nostro dialetto ci hanno insegnato e abbiamo capito come e cosa fare nella vita. 

Sta di fatto che questo imbecille di 5° elementare (il nostro presidente) all’età di 11 anni, poichè non voleva andare a scuola e con la mamma disperata perché non voleva studiare, aveva detto:”Mamma, visto quello che hai fatto tu, con la 3° elementare e facendo l’agricoltore con qualche mucca, senza mai contare le ore di giorno e qualche volta di notte, ho capito che la scuola serve per gli ignoranti perché loro devono imparare e sicuramente impareranno poco e diventeranno professori (ad eccezione naturalmente delle vere lauree che realmente servono cioè medicina, ingegneria, chimica e fisica); se uno è intelligente non ha bisogno della scuola!

Noi siamo quelli che la notte non riescono a dormire pensando ai debiti da pagare, noi siamo quelli che hanno una ditta individuale con un socio al 50% (lo Stato), noi siamo Italiani, siamo i due Marò prigionieri in India, siamo i tre italiani che hanno picchiato il marocchino perché non si sentono più protetti da questo Stato, noi siamo la ricchezza di questo paese, siamo quelli che pagano le tasse, siamo quelli che pagano le auto blu e i ricevimenti nei palazzi della politica, siamo quelli che pagano tutte le opere inutili, siamo quelli che pagano tutti gli sprechi della politica e siamo anche quelli che pagano i rimborsi elettorali, e siamo noi, si sempre noi, quelli che pagano i vitalizi e le pensioni d’oro a dei mediocri politicanti che hanno distrutto l’Italia, noi, noi siamo quelli che pagano lo stipendio a più di 7.000 agenti che fanno la scorta ai politici, ma per difenderli da chi? da noi stessi forse?  .

Noi … quelli di Lavoro Giustizia Libertà … siamo quelli che sognano una politica pulita, fatta dell’orgoglio di servire il proprio paese; siamo quelli che sognano uno Stato che mette il cittadino al primo posto, quelli che sognano che quando un politico smette la sua carriera è più povero di quando l’ha iniziata; noi sogniamo dei politici senza scorte, ai quali le persone desiderano stringere la mano, noi sogniamo un popolo che ritorna ad essere sereno, un popolo dove ritorni il rispetto tra i giovani e gli anziani, un popolo con la P maiuscola, orgoglioso, fiero del suo essere Italiano.

Noi … quelli di Lavoro Giustizia Libertà … siamo quelli che han scelto come simbolo un incudine, un attrezzo di lavoro sopra il quale con fatica e sudore tutto cambia, per trasformarsi in qualcosa di nuovo, di bello ed utile; noi siamo quelli che vogliono realizzare questi sogni.

Noi siamo Lavoro Giustizia Libertà, noi siamo come voi e con voi gente per bene vorremmo guadagnarci questo sogno: Spazzare via tutta la vecchia politica.



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