.. Avevo fame e mi avete sfamato, avevo sete e mi avete dissetato ..

Vedere in televisione immagini di persone povere che rovistano nei rifiuti alla ricerca di qualcosa da mangiare mette molta tristezza, ma vederle dal vivo è una cosa che fa accapponare la pelle.

Su segnalazione di alcuni amici ci siamo recati al’mercato ortofrutticolo di Milano, volevamo  verificare se quanto segnalato corrispondesse a verità, ci era stato detto infatti che nella giornata di sabato i cassoni dell’immondizia dell’ortomercato venivano presi d’assalto da persone che, non avendo la possibilità di comperare frutta e verdura rovistavano tra gli scarti dei commercianti per trovare di che alimentarsi per l’intera settimana.

Abbiamo parlato un po’ con alcune di queste persone e a sorpresa ci siamo accorti che erano persone come noi, non gente di strada ma pensionati, cassaintegrati e disoccupati che non riescono più a vivere con il poco che hanno e cercano tra questi rifiuti un risparmio alle spese che devono affrontare.

Resistere dal dargli un aiuto immediato nostro è stato impossibile, ma non è questo sicuramente il modo per risolvere il loro problema e sicuramente di molti altri.

Dalle segnalazioni che ci avevano fatto e dalle conferme che abbiamo avuto da queste persone ci risulta che all’interno dell’ortomercato c’è già chi si occupa della raccolta delle derrate giudicate non più vendibili dai vari commercianti (es. Banco Alimentare e Pane Quotidiano, magari poi ce ne sono altri), ma questi alimenti prendono strade che noi non sappiamo e comunque non riescono ad arrivare nei carrellini di queste decine e decine di persone che non possono permettersi di farsi una spesa pagata.

Inoltre, nonostante ci sia chi raccoglie frutta e verdura non più vendibile, altre quantità e parliamo di quintali, finiscono nella discarica interna al mercato destinata a diventare umido e quindi “forse” fertilizzante.

Da qui è partita l’idea di vedere se si poteva fare qualcosa per andare in aiuto di chi è meno fortunato di noi, ben sapendo che con la crisi che c’è oggi, con una classe politica che nemmeno riesce a pensare che esistano questi problemi, le persone meno fortunate sono destinate ad aumentare e magari tra queste un domani potremmo esserci anche noi.

Agire e non parlare era quello che andava fatto, non ci interessavano fotografi e giornalisti e quindi quello che abbiamo fatto sabato 10 lo abbiamo fatto nel più assoluto anonimato.

Ci siamo incatenati all’entrata della discarica interna dell’ortomercato per impedire in modo pacifico e simbolico che frutta e verdura venissero buttate.

Non abbiamo pensato alle conseguenze o alle leggi che violavamo, abbiamo agito per la giustizia che fa parte del nostro essere e del simbolo che ci siamo dati, unico obbiettivo ottenere o almeno provare ad ottenere qualcosa di buono per quelle persone.

Il nostro è un paese che si vuole definire civile e come tale, nel rispetto della Costituzione è tenuto a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, impediscono ad ogni singolo cittadino di vivere nel modo più dignitoso possibile.

Ci aspettavamo facce dure e persone arrabbiate per quello che stavamo facendo ed invece devo dire che, una volta spiegate le nostre ragioni, abbiamo trovato molta cordialità da parte di tutti, vigili, polizia e gestori della So.Ge.Mi, d’altra parte nella nostra iniziativa non si poteva trovare nulla di cattivo e nemmeno i primi vigili addetti all’ordine interno hanno trovato in noi un muro insuperabile, l’unico obbiettivo era parlare con un dirigente del mercato.

Nel giro di un oretta siamo riusciti a parlare con il Dott. Luca Baschemi che ci ha spiegato velocemente quali sono i problemi della gestione del mercato ortofrutticolo e sommariamente i problemi legati ai prodotti destinati a diventare rifiuti, fornendoci poi il suo personale numero di telefono rendendosi disponibile a discutere le nostre proposte.

Abbiamo trovato una persona squisita e molto disponibile (assieme a tutte le altre presenti sul posto), il mio pensiero immediato è che se davanti ad un problema si incontrano persone così il problema è già per metà risolto, staremo a vedere poi se il mio pensiero corrisponderà al risultato finale, ma io ho fiducia tanta fiducia.

Abbiamo la nostra idea e la esporremo sperando di ottenere un risultato che porti benefici non solo alla povera gente ma al mercato stesso, eliminando per quanto possibile persone che in una metropoli come Milano non hanno di che comprarsi la spesa e il rovistare tra i rifiuti che sicuramente danneggia l’immagine del mercato ortofrutticolo milanese.

Non riceveremo interviste, non avremo pagine sui giornali, ma se un risultato ci sarà avremo donato magari un sorriso a persone che hanno bisogno della solidarietà che spesso manca nel nostro paese.

Nell’ultima settimana di novembre avremo un incontro con l’Ente gestore dell’ortomercato milanese, in quella sede formuleremo le nostre proposte e poi non mancheremo di farvi sapere come è andata. 



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